Liceo Linguistico-Scientifico Statale "Cuoco-Campanella" - Napoli

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ESAMI DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE 2014/2015 PROVA DI ITALIANO

in allegato la prova di maturità di italiano

Allegati:
Scarica questo file (PROVA DI ITALIANO 14 15.pdf)PROVA DI ITALIANO 14 15.pdf[ ]524 kB

Esami di Stato 2014 - Prova di Italiano

in allegato la prova.

Svolgimento della traccia A- Analisi del testo

Maturità 2014, Quasimodo, Traccia del tema

Salvatore Quasimodo, Ride la gazza, nera sugli aranci, in Ed è subito sera. Edizione: S. Quasimodo, Poesie e discorsi sulla poesia, a cura di G. Finzi, Mondadori Milano 1996 


1 Forse è un segno vero della vita:
2 intorno a me fanciulli con leggeri
3 moti del capo danzano in un gioco
4 di cadenze e di voci lungo il prato
5 della chiesa. Pietà della sera, ombre
6 riaccese sopra l'erba così verde,
7 bellissime nel fuoco della luna!
8 Memoria vi concede breve sonno;
9 ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo
10 per la prima marea. Questa è l'ora:
11 non più mia, arsi, remoti simulacri.
12 E tu vento del sud forte di zàgare,
13 spingi la luna dove nudi dormono
14 fanciulli, forza il puledro sui campi
15 umidi d'orme di cavalle, apri
16 il mare, alza le nuvole dagli alberi:
17 già l'airone s'avanza verso l'acqua
18 e fiuta lento il fango tra le spine,
19 ride la gazza, nera sugli aranci.

 

 

1) Comprensione del testo: Dopo un'attenta lettura riassumi il contenuto del testo
2) Analisi del testo:
2.1 Chiarisci il primo verso della poesia
2.2 Spiega l'espressione "Pietà della sera" (v.5)
2.3 Qual è il significato dell'espressione ombre riaccese (vv 5-6)
2.4 Soffermati sul motivo della memoria (v. 8)
2.5 Spiega l'espressione "arsi, remoti simulacri" (v. 11)
2.6 In quali scene si fa evidente l'atmosfera mitica e con quali espressioni?
2.7 Soffermati sul motivo della natura, presente nella seconda parte della poesia
3) Interpretazione complessiva e approfondimenti
Le tematiche della fanciullezza, della memoria e della comunione con la natura si fondono nelle X accentuate da sapienti scelte stilistiche. Riflettendo su questa lirica commenta nell'insieme il testo dal punto di vista del contenuto e della forma. Approfondisci poi l'interpretazione complessiva della poesia con opportuni collegamenti ad altri testi di Quasimodo e/o a testi di altri autori del Novecento.

SVOLGIMENTO DELLA PROVA

1) Comprensione e parafrasi del testo

Forse è un ricordo vero della vita: intorno a me vedo fanciulli che ballano con movimenti leggeri della testa con giocose cantilene sul sagrato erboso della chiesa. Alla sera le ombre dei miei compagni di gioco mi appaiono sull'erba così verde, bellissime nella luce rossastra della luna che sorge. La mia memoria vi concede un breve sonno, ma è ora di svegliarsi. Ecco che l'acqua della prima marea raggiunge il fondo del pozzo. E' giunto il momento, l'infanzia non mi appartiene più perché ormai è così lontana: i ricordi sono ormai solo immagini di eventi lontani e persi nel tempo. Il vento del sud con il suo profumo di fiori d'arancio porta la luna dove i fanciulli dormono, sollecita il puledro nei campi dove compaiono le orme delle cavalle, fa increspare il mare, porta le nuvole sopra le cime degli alberi: e mentre la sera scende, l'airone si avvicina all'acqua e annusa con calma i canneti alla ricerca di prede e di cibo, mentre sulle piante di arancio il corvo nero emette il suo verso che sembra una risata.

2) Analisi del testo

2.1 Chiarisci il primo verso della poesia

Nel primo verso il poeta siciliano parla del suo racconto come di un ricordo, consapevole che forse la vita reale e la realtà della sua terra non è più quella che lui ricorda, non è più quella della sua fanciullezza. I momenti vissuti nella sua terra si fanno vividi nella sua memoria, ma è consapevole che questi ricordi sono solo frammentari e potrebbero non corrispondere alla realtà da lui vissuta.

2.2 Spiega l'espressione "Pietà della sera" (v.5)

Con il termine "Pietà della sera", Salvatore Quasimodo vuole proporci l'immagine tipica del tramonto, con il coinvolgimento, le sensazioni e le emozioni che ogni persona prova quando il sole tramonta e lascia spazio alla sera e alla luce rossastra della luna (che ritroveremo più avanti) che sta invece sorgendo.

2.3 Qual è il significato dell'espressione ombre riaccese (vv 5-6)

L'espressione rappresenta il dualismo che pervade tutta la poesia e sul quale l'autore siciliano gioca, per parlare della sua infanzia e della sua amata terra natia. Il sogno contrapposto alla veglia, il ricordo contrapposto alla dimenticanza, la coscienza contro l'incoscienza, dualismi che rivivono nell'antitesi tra il termine "ombre", figure effimere, e il verbo "riaccendersi", che invece indica qualcosa di ormai manifesto e non più nascosto.

2.4 Soffermati sul motivo della memoria (v. 8)

La memoria è il tema principale di questo componimento dell'autore siciliano: tutta la poesia si gioca sui ricordi del poeta, ricordi che lui stesso è consapevole che possano non rappresentare la realtà da lui vissuta. Ma la memoria rappresenta anche un tempo e un mondo che ormai sono perduti per sempre, sono trascorsi e non torneranno mai più, potendo rivivere solamente nei suoi ricordi, che si fanno però frammentari e incerti. Un momento così importante della sua vita che pian piano diventa sembra più impalpabile, sempre più lontano: e il ricordo della sua amata terra e della sua fanciullezza diventa un dolore troppo intenso da poter sopportare, se non rifugiandosi proprio nella memoria di ciò che non c'è più.

2.5 Spiega l'espressione "arsi, remoti simulacri" (v. 11)

Arsi e remoti simulacri sono termini per indicare proprio i ricordi dell'autore, che ormai sno andati perduti. Sono stati "bruciati" dagli anni che sono inevitabilmente trascorsi e ormai sono remoti nel tempo, come immagini di un'altra epoca, di un'altra realtà che non potrà mai più tornare, ma ricchi di un significato profondo che lui non potrà mai dimenticare.

2.6 In quali scene si fa evidente l'atmosfera mitica e con quali espressioni?

L'atmosfera mitica, che fa parte dei ricordi dell'autore legati alla sua terra, si notano in alcune tipiche espressioni di questo brano. "Pietà della sera", "Questa è l'ora: non più mia, arsi, remoti simulacri", "dove nudi dormono fanciulli", sono solo alcune espressioni che si rifanno alla classicità, alla mitologia, con espressioni e metafore che ci permettono di entrare nei ricordi dell'autore, esplorandone il lato più profondo.

2.7 Soffermati sul motivo della natura, presente nella seconda parte della poesia

La natura è protagonista della seconda parte della poesia, come metafora della vita dell'uomo. L'autore scruta il paesaggio, ricordando le immagini della sua terra ormai lontana, cercando di paragonare la natura al naturale trascorrere del tempo nella vita di ognuno di noi. Anche il paesaggio, però, viene descritto sempre tenendo conto del suo lato ermetico, della sua mitizzazione di una terra che non vede ormai da tempo e che appartiene solo più ai suoi ricordi. Esemplare la figura della gazza nera a fine poesia, a voler indicare la morte che dall'alto del suo albero emette suoni che assomigliano ad una risata: l'ultima beffarda rivincita della vita che non ci dà mai il tempo di godere pienamente del momento, perché sempre in movimento e sempre in evoluzione, verso il destino finale che accomuna tutto il genere umano.

3) Interpretazione complessiva e approfondimenti

"Ride la gazza, nera sugli aranci" è una poesia che Salvatore Quasimodo ha scritto in un periodo della sua vita nel quale viveva lontano dalla sua terra: la nostalgia, un sentimento di amarcord e di rimpianto per un tempo che non c'è più, che ormai è passato e finito, si legge in ogni riga di questo brano, che vuole essere una sorta di ricordo di quello che è stato, della sua vita passata, della sua giovinezza che ormai non tornerà mai più.

Il brano, che fa parte della raccolta del 1942 "Ed è subito sera, nella sezione "Nuove poesie", ci parla della giovinezza del poeta trascorsa nella sua amata Sicilia, terra di origine del poeta nato sull'isola nella città di Modica il 20 agosto del 1901. Come per altre poesie legate alla sua terra, anche questa composizione ci propone il racconto di una Sicilia idealizzata, di una Siciliache spesso non è quella reale, ma quella protagonista dei ricordi della sua infanzia: realtà e illusione, ricordi e idealizzazioni fanno da sfondo ad un brano molto criptico, come del resto lo sono tutti quelli del poeta italiano insignito nel 1959 dal Premio Nobel per la Letteratura. L'ermetismo, corrente letteraria alla quale appartiene lo scrittore siciliano, si esprime con forza in ogni sua frase.

La ricostruzione di un periodo che ormai non c'è più, ma che è vivo e reale nei pensieri e nei ricordi del poeta, si evince dall'uso abbondante di subordinate nei periodi che costituiscono questa poesia in endecasillabi. La poesia è caratterizzata da un susseguirsi di immagini, di suoni, di colori, di profumi e di odori che richiamano alla mente le radici del poeta, il suo legame con la terra natia (legame che rileggiamo in tutte le poesie di questa raccolta, che caratterizza il periodo dell'autore legato alla descrizione di paesaggi e dei suoi ricordi, che si discosta dalla fase successiva caratterizzata invece dall'impegno socio-politico): un testo ricco di sensazioni e di emozioni che si chiude, però, con uno scenario un po' diverso, con quella gazza nera che rappresenta la morte, l'ineluttabile destino di ogni essere umano. Un viaggio nella vita di ogni uomo, dalla fanciullezza alla vecchiaia, rappresentata da una figura che non a caso "ride", come ad indicare che il destino è segnato per ognuno di noi.

L'idealizzazione della sua terra, la rappresentazione della Sicilia come semplice ricordo dell'infanzia sono ben rappresentati dall'incipit della poesia, che inizia con un "Forse", ad indicare che si tratta della sua visione della terra natia, di quello che lui ricorda, di un sogno che lo accompagna da quando era un bambino e che oggi per lui rappresenta la realtà, anche se è una realtà che potrebbe discostarsi un po' da quella vera, dalla Sicilia che, inevitabilmente, può essere cambiata. Al "Forse" si contrappone il "vero", ad indicare che per lui la terra natia è realmente così, nonostante ammetta però che potrebbe non essere più come se la ricorda lui.

Una poesia ricca di riferimenti importanti per tutta la poesia dell'epoca (ricordiamoci che è stata scritta in piena epoca fascista) e per tutta la poesia ermetica: Quasimodo riesce con le sue parole criptiche a evocare comunque immagini, suoni e profumi. Ed è come se anche noi fossimo parte della sua Sicilia, fossimo parte del suo ricordo.

 

(tratto da www.booksblog.it - autrice Patrizia Chimera)

Allegati:
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Presentazione sulla legge elettorale

In allegato una presentazione realizzata dall'alunno della 2°Bs Valerio Volpe

Allegati:
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